La nautica accessibile, facile e fruibile per tutti. Scopriamo il progetto E-SEA

Noleggio barche digitale: il progetto innovativo E-SEA

“Il car sharing era ormai esploso in tutto il mondo. E noi – che venivamo dal mare – ci eravamo messi in testa di creare la nostra flotta di boat sharing e presentarla al mercato”. A parlare, mal celando un pizzico di disillusa nostalgia, è Giuseppe Labate, fondatore e amministratore di E-SEA: “Partendo da zero abbiamo ideato una tecnologia che tuttora esiste e funziona. L’abbiamo testata durante due delle scorse stagioni estive con risultati incredibili. Ma l’idea iniziale si è presto rilevata troppo velleitaria:  avere una propria flotta di mezzi sarebbe stato eccessivamente capital intensive, non potevamo permettercelo”.

Cosa è – gli chiediamo – che vi ha portato su un nuovo modello di business?

“La felice intuizione che ciò che contasse davvero fosse la tecnologia – tuttora unica sul mercato – non più da usare per sé stessi ma da mettere a servizio di un intero settore che, tuttora, è alla ricerca di semplificazione dei processi e di sicurezza operativa. E abbiamo virato su qualcosa che poteva essere immensamente scalabile”.

Veniamo al dunque, giusto per far capire di cosa si parla?

“Il mercato del noleggio barche è molto ampio e caratterizzato da centinaia di operatori di varia dimensione. Solo nel Mediterraneo si contano decine di migliaia di imbarcazioni a noleggio. Tutti gli operatori del boat rental devono quotidianamente affrontare innumerevoli problematiche riguardanti le complicazioni legate alla gestione della contrattualistica (trasmissione documentale, tempistiche, signing, pagamenti, logistica, etc.) e i rischi collegati all’uso del mezzo noleggiato (localizzazione istantanea, rispetto di regole e raccomandazioni, malfunzionamenti, danni, etc.). Ecco, noi abbiamo creato un’infrastruttura operativa e digitale interamente dedicata al  boat rental”.

Descritta così sembra geniale, ma di cosa si tratta nella sostanza?

“Semplice: una innovativa e unica piattaforma di gestione del monitoraggio in remoto di imbarcazioni e delle attività connesse al boat rental che permette: da un lato, ad armatori, noleggiatori e charter, di gestire tutte le attività di noleggio e di monitorare 24/24 in remoto le proprie imbarcazioni (geo-localizzazione, condizioni strumentazione, dotazioni, motori, avarie, etc.) con uno strumento tecnologicamente avanzato e digitalizzato e, dall’altro lato, agli utilizzatori e appassionati di mare di noleggiare un’imbarcazione in piena autonomia, velocemente e senza alcuna trasmissione cartacea”.

A quanto dite, però, il periodo di start up vi ha dato gioie ma anche qualche dolore …

“Non ci nascondiamo: agli inizi fummo accreditati da Invitalia con il programma “Smart & Start”. Nel 2023 vinciamo il premio The Qube all’Italian Tech Week e nel 2025 vinciamo il riconoscimento IO Mobility Award. La tecnologia è stata validata su una flotta reale di decine di battelli, facendo fatturato e conseguendo oltre 10.000 utenti in neanche 10 mesi di attività. Ma il nuovo business model richiede l’ottimizzazione della tecnologia in chiave multi-tenant: un’unica piattaforma a servizio di una moltitudine di flotte”.

E vi siete fermati?

“Mai. Semmai insistiamo e rilanciamo: il mercato del boat rental risulta in forte crescita a livello globale, trainato dalla digitalizzazione e dal cambio di preferenza verso un utilizzo temporaneo delle imbarcazioni. L’Italia, in particolare, è un hub fondamentale in Europa per il noleggio barche ed i charter nautici mostrano tutti indicatori di crescita molto positivi. Il concetto di connected boat si sta evolvendo, sensori e telemetria saranno sempre più integrati alle imbarcazioni. Il mercato sta diventando connesso, ma le operazioni restano manuali o semi-manuali. Si sta entrando nella fase delle connected operations e noi ci siamo. Con una tecnologia che riunisce in un’unica piattaforma tutte le funzionalità e i punti di forza e con un approccio al mercato coerente con il posizionamento”.

Allora, cosa vi serve oggi per prendere il largo?

“Intanto, abbiamo messo in piedi un management team con un forte mix di expertise nella nautica, nell’ITC e nel Finance, totalmente in linea con la visione strategica di sviluppo e crescita. Poi, ci rivolgiamo al mondo degli investitori, che vogliano – insieme a noi – contribuire al go-to-market, ottimizzare il sistema operativo (hardware e IT), aggredire il mercato (marketing, promozione, area commerciale, ecc.) e implementare ulteriori funzionalità a valore aggiunto (manutenzione predittiva sull’utilizzo dei mezzi, integrazione con sistemi assicurativi per polizze “dinamiche” e convenienti, ottimizzazione delle rotte, etc.)”.

Pensate di essere ancora in tempo? Cosa vi fa restare ottimisti?

“Ciò che abbiamo fatto. Abbiamo creato uno strumento destinato a rivoluzionare il concetto di gestione delle imbarcazioni, non soltanto delle attività di noleggio. In altre parole, E-SEA porta al mondo nautico ciò che l’IoT ha portato nell’automotive: dati, efficienza e controllo predittivo. E-SEA è una app di noleggio soltanto in via sussidiaria e complementare, è molto di più: è una piattaforma B2B integrata – che gestisce insieme operations, monitoring e automazione – capace di intensificare il controllo delle imbarcazioni e di incrementare profitti e margini degli operatori del noleggio in modo equo e trasparente. Ed in un settore in cui, ancora oggi, gli operatori gestiscono prenotazioni tramite telefono o WhatsApp, contratti cartacei, check-in non digitalizzati e nessun controllo reale quando la barca lascia il porto, E-SEA diventa strategico: non come marketplace e nemmeno come semplice soluzione di tracking, ma come global operating system per il noleggio barche digitalizzato”.

Prospettive di ritorno per chi sposa la vostra sfida? Avete già fatto proiezioni in tal senso?

“Con il nostro modello di business B2B asset-light a margini operativi elevati, su basi decisamente prudenziali stimiamo di raggiungere un EBITDA margin superiore al 20% dal quarto anno di operatività, intercettando un mercato globale in espansione (stimato in 24,75 miliardi di dollari al 2030). Senza considerare delle eventuali sinergie industriali e/o commerciali attivabili in virtù dell’ingresso dei nuovi investors. Siamo ancora molto fiduciosi ed eccitati all’idea di salpare prima possibile”.

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