di Alberto Sosso
Negli ultimi anni il tema dell’accesso al credito è stato al centro del dibattito economico italiano. Dopo un lungo periodo segnato da tassi elevati, domanda stagnante e incertezze macroeconomiche, i dati più recenti diffusi dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) segnano un punto di svolta: a novembre 2025, l’ammontare dei prestiti alle famiglie e alle imprese è aumentato dell’1,9% su base annua, un’accelerazione rispetto all’1,7% di ottobre e il livello più alto dalla fine del 2022. Questo dato non è un semplice numero: rappresenta un segnale concreto di ripresa del credito bancario, sia per le famiglie (+2,2%, undicesimo mese consecutivo di crescita) sia per le imprese (+1,2% quinto mese consecutivo), in un contesto in cui storicamente il tessuto produttivo italiano fatica a ottenere risorse per investire e crescere.
Da un lato, la ripresa dei prestiti testimonia un maggiore appetito delle banche ad erogare credito e una domanda che, pur graduale, si sta rafforzando. I tassi medi sui nuovi mutui abitativi e sui prestiti alle imprese si sono attestati su livelli più contenuti rispetto ai mesi precedenti (rispettivamente 3,30% e 3,44%) beneficiando anche del ciclo di allentamento della politica monetaria europea (fonte: Teleborsa) . Dall’altro lato, non bisogna cadere nell’eccesso di ottimismo: la crescita resta lenta, i margini delle banche sotto pressione e, soprattutto, le condizioni di offerta del credito non sono uniformi sul territorio né facilmente accessibili per tutti i segmenti imprenditoriali. Secondo gli osservatori finanziari, la ripresa del credito è ancora fragile, con la domanda delle imprese che stenta ad esplodere in un clima caratterizzato da incertezze economiche, mercati internazionali instabili e pressioni competitive crescenti (fonte: ANSA).
Proprio in questa fase di transizione, caratterizzata da segnali contrastanti ma potenzialmente favorevoli all’espansione del credito, si pone una domanda cruciale: come può un’impresa sfruttare al massimo questa ripresa del credito? La risposta è semplice ma non banale: attraverso una strategia di accesso al credito intelligente, personalizzata e supportata da competenze professionali di alto livello. E’ un ventaglio di opportunità che gli imprenditori non possono permettersi di ignorare. Ma senza una visione industriale e finanziaria solida, queste opportunità rischiano di rimanere potenziali, anziché realizzarsi in valore concreto.
Qui entra in gioco il partner strategico.
Le imprese italiane affrontano oggi una sfida doppia:
Non è più sufficiente limitarsi a chiedere un prestito in banca: serve saper leggere i trend, selezionare le fonti di finanziamento più adatte e negoziare condizioni che riflettano il valore dell’impresa.
In un contesto di inversione di tendenza verso la crescita dei volumi erogati, la scelta di un corretto partner strategico in ambito finanziario fa la differenza, offrendo una consulenza integrata e su misura, che aiuta gli imprenditori a:
In sostanza, non si limitandosi a cercare finanziamenti: progetta strategie che trasformano la crescita dei prestiti in vantaggio competitivo reale.
I dati ABI ci dicono che il credito c’è e stanno migliorando le condizioni di accesso. Tuttavia, il successo non dipende solo dalla disponibilità del credito, ma dalla capacità dell’impresa di attirarlo e utilizzarlo efficacemente. Per gli imprenditori ciò significa:
Questo è il paradigma di consulenza strategica che il nostro team porta sul mercato. E che può fare la differenza tra ottenere un prestito e ottenere il miglior finanziamento possibile per la propria impresa. In un mercato in evoluzione, affidarsi partner qualificati come Alysiance significa trasformare i segnali economici in risultati tangibili: dal finanziamento ideale alla crescita sostenibile, fino alla costruzione di capitali su misura per ogni impresa.